COMUNICAZIONE - LA PULCE NELL'ORECCHIO - REPUTAZIONE |
Sull'esistenza dei blogger, casomai ci venissero dei dubbi |
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[Ndr: ho pubblicato questo post sul mio blog personale, poi ho valutato che ci potesse stare bene anche qui. Non lo faccio più. Forse]
Leggo il post di Gianluca Diegoli Perché i blogger non esistono, e mi trovo subito d’accordo. Sono passati pochi anni da quando dei blogger hanno iniziato ad essere corteggiati dalle aziende – ricordo tra le prime Barilla e Danone – e questa figura ha già al suo attivo un’automitobiografia di tutto rispetto. Che vive su una grande contraddizione, che cercherò di illustrare.
Il blogger è, nella sua accezione originaria, qualcuno che scrive per sé in uno spazio personale. Questo spazio rimane personale anche se usato a scopi professionali – lo stesso
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13-Febbraio-2012 | Giuliana Laurita | Leggi la notizia |
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IL PROGETTO THE TALKING VILLAGE - STORIE - STORIE DEL WEB |
Quello che le presentazioni ufficiali non dicono: il lato oscuro della rete e del social media marketing |
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Credo che a ogni blogger o frequentatore assiduo dei luoghi di aggregazione della Rete capitino prima o poi dei momenti di nausea o disagio.
Per chi poi con la rete decide di lavorarci, pieno di entusiasmi sulla collaborazione e la bellezza degli strumenti social, questi momenti possono essere una dura ripresa di contatto con la realtà, come una terapia d’urto.
Dall’attualità e dalla cronaca becera che muove l’opinione delle masse, fino alla più limitata conversazione tra pochi noti, la Rete riproduce, accelera, amplifica e rende - crudemente - visibili gli stessi atteggiamenti e le stesse dinamiche di fondo delle aggregazioni di persone in ogni campo: i p
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25-Gennaio-2012 | Flavia Rubino | Leggi la notizia |
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IL PROGETTO THE TALKING VILLAGE |
Pianificare una conversazione collaborativa...si può |
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...Anzi, si deve.
Troppo spesso infatti confondiamo la conversazione con la chiacchiera, e tra le due cose c'è la stessa differenza che passa tra una qualsiasi interazione e una relazione. E una relazione va pensata e curata. Certo la conversazione è uno scambio, una partita a tennis, in cui le direzioni del gioco non possono essere previste; tuttavia le strategie sono nella testa dei giocatori e mutano a seconda delle risposte dell'altro. Ci sono abbondanti fattori di imprevedibilità e casualità.Perchè allora fare un piano di conversazione? Perchè le cose non vanno mai secondo i piani - ma per farle succedere serve un piano.
Vogliamo quindi illustrarvi il modello che TT
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17-Gennaio-2012 | Flavia Rubino | Leggi la notizia |
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